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Dalle vallette della Ruota della Fortuna ai game show di oggi: lo stile che ha fatto storia in prima serata

Ci sono programmi che ricordiamo per il montepremi e altri che ricordiamo per i volti.

Ci sono programmi che ricordiamo per il montepremi e altri che ricordiamo per i volti. La Ruota della Fortuna appartiene alla seconda categoria: a distanza di anni quello che resta impresso non è il gioco, ma l’immagine dei suoi protagonisti, il sorriso del conduttore e le acconciature impeccabili di chi faceva girare la ruota. Uno stile da prima serata che ha attraversato le generazioni e che ancora oggi continua a dettare tendenze. Ripercorriamolo insieme.

I volti (e le acconciature) che hanno fatto epoca

La Ruota della Fortuna arriva in Italia nel 1987 e diventa un appuntamento fisso dal 1989, quando Mike Bongiorno la porta nella fascia preserale di Canale 5. Da allora il format ha cambiato rete e conduttori più volte, fino al ritorno del 2024 con Gerry Scotti e Samira Lui. In ogni epoca, però, un elemento è rimasto costante: la cura dell’immagine di chi stava in studio.

Le presentatrici che accompagnavano il gioco non erano una presenza qualsiasi. Capelli sempre luminosi, pieghe definite, colori studiati per reggere le luci fortissime dello studio: ogni dettaglio era pensato per la telecamera. Ottenere quell’effetto ordinato e brillante, allora come oggi, richiede una routine precisa, soprattutto sulle chiome mosse o ricce, come spiega bene la nostra guida ai trattamenti per capelli ricci definiti. Non a caso molte di quelle acconciature vengono ancora citate come riferimento.

Lo spettacolo prima del premio

Il segreto della ruota è sempre stato il rito, più del denaro in palio. La suspense del giro e i colori accesi del tabellone tenevano incollata alla tv un’intera famiglia. Un meccanismo così efficace che Mike Bongiorno, nelle sue quattordici edizioni, ha condotto oltre 3.100 puntate del programma.

Attorno a quel bancone è passata anche l’idea di eleganza televisiva. Le presentatrici diventavano modelli di stile: il colore di capelli sfoggiato in prima serata finiva per ispirare le acconciature di mezza Italia, esattamente come accade oggi con i look delle influencer. La televisione, del resto, è sempre stata anche una vetrina di tendenze beauty.

Il format funziona perché mette in scena qualcosa di semplice e ipnotico. La ruota gira, il pubblico trattiene il fiato e per qualche secondo la fortuna sembra a portata di mano. È lo stesso spettacolo che, con abiti e acconciature sempre diversi, ha reso riconoscibili decine di conduttori e presentatrici della nostra televisione.

Dalla tv allo streaming: la ruota diventa digitale

Negli ultimi anni quel format ha trovato una seconda vita fuori dagli studi tradizionali. I game show dal vivo trasmessi in streaming hanno ripreso l’idea della ruota e l’hanno trasformata in un’esperienza interattiva. Il più noto è Crazy Time, lanciato nel 2020 dallo studio Evolution: uno studio scenografico, un presentatore in carne e ossa e la stessa estetica coloratissima dei game show di una volta.

Dietro l’apparenza da spettacolo c’è una struttura precisa. La ruota principale è composta da 54 segmenti tra numeri e quattro giochi bonus, come il Cash Hunt con i suoi 108 simboli nascosti, con percentuali di ritorno teorico che oscillano tra il 94% e il 96% a seconda della puntata. Numeri che spiegano perché sia diventato il game show live più imitato del momento. Per chi è curioso di vedere dove ritrovarlo nella sua versione in diretta, Calcio e Finanza ha stilato una lista che conferma dove giocare a Crazy Time live in lingua italiana.

A cambiare, in fondo, sono soltanto lo schermo e la tecnologia. Il fascino resta lo stesso di quando, la domenica sera, bastava una ruota che girava per tenere con il fiato sospeso un’intera famiglia.

Redazione

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